31-03-09

Prison à Bruges: Meurtre d'un activist de la lutte contre la pédopornographie


OKdood.mail-1Prison de Bruges
Docteur Proot, Médecin Chef
Legeweg 200 - 8200 Bruges
(Belgique)

Bruxelles, 30.3.2009

Concerne : Marcel Vervloesem

Cher Docteur Proot,

Marcel Vervloesem n'a pu nous téléphoner qu'il y a quelques heures, depuis que son transfert à la prison à Louvain a été bloqué, il y a maintenant 3 jours.
Il avait passé la totalité de la journée sans médication dans un fourgon cellulaire qui l'a ramené à la prison de Bruges.
Depuis, il n'obtient plus ses soins de revalidation, ses médicaments ou la kinésithérapie.

Vous savez pourtant qu'il a subi une opération à coeur ouvert lourde et risquée il y a trois semaines ? Le plan de revalidation de l'Hôpital Universitaire St Jean de Bruges prévoyait pourtant trois mois de kinésithérapie, entre autres pour la jambe et la poitrine, chacune ouverte sur une longueur de 40 cm. Il semblerait qu'il ne reçoit plus d'insuline, avec pour résultat le taux de sucre dans le sang est complètement déstabilisé. Obtient-il l'alimentation adaptée à son diabète ?

Chaque transfert pose un problème. Même lorsqu'il est revenu de l'hôpital à la prison après une telle opération à coeur ouvert, il n'avait reçu l'alimentation et la médication convenue que deux jours plus tard, quand il a quitté l'infirmerie pour le bloc 35 !

Marcel m'a dit qu'il n'obtient que trois petites pilules, dont l'une pour le coeur et l'autre pour le cholestérol. Il est privé de toute autre médication depuis ce faux transfert atroce à Louvain.

Marcel dit avoir beaucoup problèmes au niveau du cour et du diabète.
Il a l'impression de négligences volontaires, pour s'assurer de sa mort. Il est complètement démoralisé par tout ce qui est arrivé et cette situation sans issue.
Le service psycho social bloque son dossier ; le ministre de Justice De Clerck reste muet au sujet de l'inapplicabilité de l'article 72 de la loi d'application des peines etc.
Ces raisons l'ont poussé à refaire une demande d'euthanasie au ministre De Clerck, à la direction de la prison à Bruges et au service cas individuels (DIG).

J'espère que vous pourrez, en tant que médecin-chef de la prison de Bruges et responsable de la santé des prisonniers, prendre immédiatement les mesures convenues.

Respectueusement, en l'attente de votre réponse,

Jan Boeykens
Président du Werkgroep Morkhoven v.z.w/a.s.b.l.

Werkgroep Morkhoven vzw-asbl
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'dans un Etat démocratique, poursuivre les pédophiles est la tâche de la police et de la justice' (Child Focus)

24-03-09

L'omicidio giudiziario dello activist Marcel Vervloesem


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L'autista di Stefaan De Clerk, Ministro della Giustizia Belga, ha urtato un lampione, durante l'inaugurazione del nuovo edificio della giustizia a Turnhout questo 19 marzo, 2009. La super BMW si è leggermente ammaccata e il lampione stortato. Il Ministro ha incontrato i primi magistrati che hanno condannato Marcel Vervloesem a morte, e quelli che saranno incaricati di finirlo nella prigione locale. Uno dei magistrati che si è opposto a questo assassionio è stato degradato ad un posto di giudice di pace.


moord.justitie.imagesDe Clerck ordina di dare il colpo di grazia a Marcel Vervloesem ?!

I medici avevano previsto due operazioni a cuore aperto, dopo la cicatrizzazione della ferita lasciata dal cateterismo cardiaco. L'operazione è stata eseguita in un solo tempo, mentre la ferita sanguinava da quattro mesi. Marcel Vervloesem ha tre cicatrici : una verticale nel mezzo del torace, una orizzontale qualche centimetro sotto la verticale e una sulla sua gamba destra dal basso in alto lungo una vena superficiale. Il suo piede sinistro è stato ammanettato ed incatenato al letto dell'ospedale,questo affinchè in seguito la rigidità postmortem lo sfigurasse.

Dieci giorni dopo l'operazione, lui era di ritorno alla prigione di Bruges, nella sezione non medicalizzata, riservata ai detenuti più pericolosi del Belgio. Dopo, il Ministro della Giustizia prevede di trasferirlo in una prigione più umana, a Turnhout, dove non c'è un' infermeria o l' approvvigionamento regolare di insulina, da cui dipende Marcel per vivere.

Durante questo tempo, la Corte d'Appello di Anversa ha a differito il giudizio che dovrebbe togliergli i suoi mobili ed ammenicoli vari, per pagare i danni dei suoi calunniatori. La Corte aveva deciso questa data l'anno scorso pensando che fosse già morto, ma egli non era che in coma farmacologico. I magistrati erano nella condizione di non sapere se stavano condannando un uomo morto o togliere a sua figlia Wendy quei pochi ricordi dei suoi genitori. Loro dovevano egualmente decidere chi avrebbe dovuto pagare le spese di giustizia per le calunnie dello zio, così come degli amici di infanzia di Wendy, per otto denuncie che erano state sgonfiate dopo che uno di loro aveva riconosciuto che loro erano stati pagati 375 euros ciascuno per fare queste calunnie.

L'udienza si è tenuta a porte chiuse, poichè questa doveva così rivelare se lui era ancora tra la vita e la morte. I giudici hanno optato che sarebbe stato psicologicamente negativo per i denuncianti di giudicare il danno in un simile momento. Uno dei giovani aveva ritrattato la sua denuncia dicendo che i suoi amici e lui avevano mentito sotto la minaccia di spedirli in una casa di correzione per traffico di droga. Loro arrivavano spesso a chiedere a Marcel di raccontare ancora e poi ancora, le sue avventure quando intrappolava i pedocriminali di Zandvoort, per liberare i minori scomparsi nei bordelli olandesi. Era dunque psicologicamente negativo di far loro dei danni, per essersi esposti con delle menzogne delle quali non si perdoneranno mai, è comunque l'arma che la giustizia belga utilizza per assassinare un uomo che gli stessi ammirano.

L'avvocato di Marcel ha ricordato le accuse del PSD, servizio sociale della prigione finanziato dal Ministero della Giustizia, secondo il quale è la Corte d'Appello che blocca il suo dossier, in modo che lui venga privato dei suoi congedi dovuti ai prigionieri. La Corte d’Appello avrebbe risposto che il PSD non ha alcun bisogno del dossier per accordargli i suoi diritti di prigioniero, nè dell'autorizzazione di giudicare ciò che è già stato giudicato.
Questa è la prima volta che ci è data la parola di un magistrato che ha veramente un senso, in tutto questo dossier.

Per vendetta, uno dei magistrati avrebbe detto che la condanna non aveva altro obbiettivo che di farlo fuori. Forse per dargli una lezione salutare, magari?

Marcel Vervloesem ha condotto le ricerche per l'ONG Werkgroep Morkhoven, che ha portato anche alla scoperta della rete TemseMadera. Il senatore Brongersma (1911 † 1998) faceva parte del circolo di omosessuali che avrebbero messo assieme le sue collezioni pedoporno come per gioco. Nel marzo 1998, vicino agli 87 anni, lui scopriva Marcel Vervloesem che raccontava davanti alla televisione come si era arrivati a quelle foto, chi erano questi minori che erano stati violentati durante l'infanzia rubata, e la sofferenza dei genitori di quelli che erano scomparsi. Il vecchio senatore inviò una lettera a Marcel, per dirgli che lui inviava tutta la sua collezione alla polizia tedesca. Poi tentò più volte di suicidarsi, e ottenne un suicidio assistito, il 22 aprile 1998.

Marcel Vervloesem ha scoperto lo schedario di Zandvoort, con più di 100.000 foto di pornografia e torture di bambini, nelle foto dello schedario, compare un magistrato francese senza mutande. Marcel si è ritrovato in prigione, mentre le mutande del magistrato erano archiviate come divieto segreto di procedere in Francia,come pure in Olanda anche, perchè il dossier includeva egualmente delle mutande reali olandesi.

NO: I giudici non hanno voluto fare uno scherzo al Werkgroep Morkhoven per far loro imparare ad esporre un crimine contro l'umanità, di cui solo il senatore Brongersma avrebbe preso in seguito coscienza.

A cosa pensa il Ministro della Giustizia quando gli rifiuta il protocollo di cure per curare il cancro e che il medico della prigione di Turnhout gli ha prescritto dopo sette mesi? L'ultima volta che lui aveva deciso di rinviare Marcel a Turnhout senza questo protocollo, gli era stato promesso che sarebbe stato curato all'ospedale locale. Ma lui aveva rifiutato ogni trattamento od ospedalizzazione, finchè non avesse più di 24 battiti cardiaci al minuto ed i reni distrutti.

Loro gli avevano riservato una cella d'isolamento puzzolente, con un materasso sul pavimento ed un secchio di plastica per toilette. Il prigioniero che l'ha fatto uscire da questa cella offrendogli di condividere la sua, è stato trasferito per il sovrappopolamento carcerario. Non ci si deve quindi aspettare di meglio. Circa quindi le nuove promesse che saranno ben presto annullate quando sarà troppo tardi perchè il suo avvocato possa proteggerlo. Lui è molto fragile che possono fargli firmare ogni cosa, non importa quale sia. E' una esibizione di un regime che non è diverso da quello di Hitler, se non per una migliore qualità della propria propaganda.


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- Werkgroep Morkhoven
- Rete criminale di Zandvoort

Gevangenis Brugge (Prizione di Bruges)
Sectie 35 - K 61
t.a.v. Marcel Vervloesem
Legeweg 200
8200 Sint-Andries - Brugge (Belgio)

23-03-09

Meisje van 13 verdwenen


mailOnderwerp: Vermist

beste  mensen

dit meisje op de foto is mijn dochter
ze is 13 jaar en is sinds 2 dagen verdwenen
de politie heeft geen enkel spoor en doet alles er aan om haar te vinden
ik ben doodongerust en kan alle hulp gebruiken in het vinden van mijn dochter
de politie deurne noord is het kantoor waar u moet zijn, moest je een tip hebben van waar ze kan zijn
stuur dit aub verder door aan zoveel mensen want hoe meer mensen dit mailtje bereikt hoe groter de kans is om haar terug te vinden
haar naam is Van Loon Naomi en zij is ongeveer 1m60 groot
ze heeft blauwe ogen met een bruine karee en is licht vol slank
ze werd het laatst gezien in deurne zuid op de waterbaan
help mij m'n dochter vinden

sandra van loon

12:58 Gepost door Jaap in Actualiteit | Permalink | Commentaren (4) | Tags: vermist van loon naomi |  Facebook |

18-03-09

PA-RA-DA: Romania nel 1992


mailRomanianel1992lafinedelladittaturadiCeausescuBambini

Info:
Regia: Marco Pontecorvo
Sceneggiatura: Marco Pontecorvo, Roberto Tiraboschi
Attori: Jalil Lespert, Evita Ciri, Daniele Formica, Patrice Juiff, Cristina Nita, Gabriel Adrian Rauta, Robert George Valeanu

Fotografia: Enzo Carpineta
Montaggio: Alessio Doglione
Musiche: Andrea Guerra
Produzione: Panorama Films
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: Italia 2008
Uscita Cinema: 19/09/2008
Genere: Drammatico
Durata: 100 Min
Formato: Colore

Trama:
Parada racconta la vera storia del clown di strada Miloud Oukili, il suo arrivo in Romania nel 1992, tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu, e il suo incontro con i bambini dei tombini, i cosiddetti “boskettari”.
E’ la storia dell’amicizia tra una banda di ragazzini tra i tre e i sedici anni e il giovane clown franco algerino Miloud, poco più che ventenne. I bambini vivono da straccioni, come randagi, dormono nel sottosuolo di Bucarest, nelle grandi condotte dove passano i tubi per il riscaldamento e sopravvivono con furtarelli, accattonaggio e prostituzione. Sono bambini fuggiti dagli orfanotrofi o dalla povertà di famiglie indifferenti o disperate, bambini che vivono ammassati nel sottosuolo, nella rete dei canali, su cartoni e materassi putridi, in ambienti sporchi e soffocanti.
Miloud coltiva il folle sogno di entrare in contatto con questi ragazzi diffidenti e induriti dalla loro drammatica esperienza di scontri, violenze, lutti, pedofilia e droga. Usa il suo carisma e la sua testardaggine per penetrare il muro di sospetto con cui si difendono e per tirarli fuori dalla loro condizione e portarli a una vita dignitosa. Insegnando le attività circensi e clownesche e riportandoli alla luce del sole, dà loro la speranza in un’esistenza futura.


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17-03-09

Pedocriminal networks: the infernal fight of Marcel Vervloesem (2)


soins_intensifs_002Brussels, March 9th, 2009

Chained at hospital St John of Bruges

Marcel Vervloesem is so weak that he cannot lift a glass of water; so weak that he had not realized having a foot ringed by a light shackle attached to a heavy chain, approximately 1.5 cm large.
He just had an open-heart operation to cauterize four wounds at his cardiac valves. He is under oxygen, soaked of fever. Spasms deface him, and slight coughing makes him suffocate ounce in a while. The hospital and him are victims of the war between the doctors who want to cure the prisoners and the Belgian ministry of justice who wants to repress the "dissidents".

The false Russian miscarriages of justice have a better press, perhaps due to the fact that the Strasbourg based European Court of the Human Rights grants it more importance. It has intervened three times in two years, of which last December, to ask for the release of Vasily Alexanian from his Russian jail, but did not yet find time to lean on Marcel Vervloesem's emergency procedure in nearly seven months.

The Belgian man has denounced the industry images of torture and pornography of children, implying a higher French magistrate. He was then condemned for rapes that medicine recognizes him unable to have carried out. The Russian man had denounced the theft of an oil company by a financial montage. He was then imprisoned for fraud and money laundering.

Marcel Vervloesem and Vasily Alexanian both were victims of the same parodies of justice, then imprisoned in spite of a health condition which did not allow them to survive the prison. They both have cancer. They both made hunger strikes and became temporarily blind. Moscow and Brussels declared identicaly, that the health conditions of their respective prisoner, "did not justify hospitalisation". They both where finally hospitalised in critical conditions, and chained to their hospital bed.

The press and the humanitarian organisations denounced the Soviet "repressive poutinian system", but not the Belgian one. They widely denounce the judicial drifts in the USSR, which cause to destroy those who hinder the enrichment of the least scrupulous people. The system is identical: the constitutional law is denied, to eliminate the bothers, by declaring them guilty of facts they reproach to the opposing party.

The Russians victims are called political prisoners in honour to the cold war, whereas Europeans ones are described as victims of "miscarriages of justice", if they reach Strasbourg.

The Belgian Senators answer that politics cannot do anything. Only a higher authority can help. Unfortunately, the judicial traffic-jam in Strasbourg causes an important delay as regards of the treatment of European affairs. Some of these dossiers were rejected, without even having been open, so that many victims think that the expense is useless.

Meanwhile, Vasily Alexanian would be a horrible character who stole the poor Russian people, according to the Soviet press, but an unfortunate political prisoner "tied like an animal", according to the international press. Marcel Vervloesem, who brought more than 100.000 photographs of pornography and torture of children to justice; is described as a "self-declared paedophile hunter" and "child abuser", by hiding his state of health and a judgment in absence of 37 parts of his judicial dossier. Only one of his six hospitalisations in emergency was relayed, adding "that his lawyer could not confirm he was in intensive care." Silence was kept over the shackles on the operating table. Silence will now remain on the chains.

In Russia at least, to believe Vasily Alexanian’s lawyer, the prison warders have the right to remove the chains of the hospitalized prisoners when they receive visits. This is not the case in Belgium, where only the prison warders can appear embarrassed by delirious conditions that the Ministry of Justice imposes to the prisoners.

The man responsible for the size of the chains used to tie the prisoners to hospital beds is Doctor Van Mol, chief consultant of all the Belgian prisons, under the direct authority of the Minister for Justice: Stefaan De Clerck. This is a very original way to start the electoral campaign for the next elections!


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Brisé par la justice européenne (2)


soins_intensifs_002Bruxelles, 9 mars 2009

Enchaîné à l’hôpital St Jean de Bruges

Marcel Vervloesem est si faible qu’il ne parvient pas à soulever un verre d'eau ; si faible qu’il ne s’était pas aperçu avoir un pied encerclé d'une fine menotte, attachée à une lourde chaîne de métal telle que celle-ci, d'environ 1.5 cm de large. Il sort d'une opération à coeur ouvert pour cautériser quatre blessures à ses valves cardiaques. Il est sous oxygène, trempé de fièvre. Des spasmes le défigurent et des toussotements le font suffoquer de temps à autre. L'hôpital et lui sont victimes de la guerre entre les médecins qui veulent soigner les prisonniers et le ministère de la justice veut réprimer les "dissidents".

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Les fausses erreurs judiciaires russes ont meilleure presse, peut-être du fait que la Cour Européenne des Droits de l’Homme, basée à Strasbourg, y accorde plus d'importance. Elle est intervenu trois fois en deux ans, dont en décembre dernier, pour demander la libération de Vasily Alexanian de sa prison russe, mais n'a pas encore trouvé le temps de se pencher sur la procédure d'urgence de Marcel Vervloesem en près de sept mois.

Le belge a dénoncé l'industrie des images de torture et de pornographie d'enfants, impliquant un haut magistrat français. Il a alors été condamné pour des viols que la médecine le reconnaît incapable d’avoir exécuter. Le russe avait dénoncé le vol d'une compagnie pétrolière par un montage financier. Il a alors été emprisonné pour fraude et blanchiment d'argent.

Marcel Vervloesem et Vasily Alexanian ont été victimes des mêmes parodies de justice, puis incarcérés en dépit d’un état de santé qui ne leur permettait pas de survivre à la prison. Ils ont tout deux le cancer. Ils ont tout deux fait des grèves de la faim et sont devenus momentanément aveugles. Moscou et Bruxelles ont déclaré identiquement, que l'état de santé de leur prisonnier respectif, "ne justifiait pas l'hospitalisation". Ils ont tout deux finalement été hospitalisés dans des états critiques et enchaînés à leur lit d'hôpital.

La presse et les organismes humanitaires ont dénoncé "le système répressif poutinien" soviétique, mais pas le belge. Elle dénonce largement les dérives judiciaires en URSS, qui anéantissent ceux qui font barrage à l'enrichissement de personnes peu scrupuleuses. Le système est identique: le droit constitutionnel est nié, pour éliminer les gêneurs, en les déclarant coupables des faits qu'ils reprochent à la partie adverse. Les victimes russes sont qualifiées de prisonniers politiques en honneur à la guerre froide, alors que les européennes sont qualifiées de "victimes d’erreurs judiciaires", si elles atteignent Strasbourg.

Les Sénateurs belges répondent que la politique ne peut rien faire. Seule une instance supérieure peut aider.
Malheureusement, l’embouteillage judiciaire à Strasbourg cause un important retard aux affaires européennes.
Certains de ces dossiers ont été rejetés, sans même avoir été ouvert, de manière à ce que beaucoup de victimes pensent inutile d'en faire les frais.

En attendant, Vasily Alexanian serait un horrible personnage qui a volé le pauvre peuple russe, selon la presse soviétique, mais un malheureux prisonnier politique "enchaîné comme un animal", selon la presse internationale. Marcel Vervloesem, qui a apporté plus de 100.000 photos de pornographie et torture d'enfants à la justice, est qualifié de "chasseur de pédophiles 'autoproclamé' et "violeur d'enfants", en cachant son état de santé et 37 pièces absentes au dossier judiciaire. Seule une de ses six hospitalisations d'urgence a été relayée, en rajoutant "que son avocat ne pouvait pas confirmer s'il était aux soins intensifs." Le silence a été maintenu sur les menottes à la table d'opération. Le silence sera à présent maintenu sur les chaînes.

En Russie au moins, à en croire l'avocate de Vasily Alexanian, les gardiens de prison ont le droit d'enlever les chaînes des prisonniers hospitalisés quand ils reçoivent des visites. Ce n'est pas le cas en Belgique, où seuls les gardiens de prisons peuvent apparaître embarrassés des conditions délirantes que le Ministère de la justice impose aux prisonniers.

L'homme responsable de la taille des chaînes utilisées pour attacher les prisonniers aux lits d'hôpitaux est le Docteur Van Mol, médecin chef de toutes les prison belges, sous l'autorité directe du Ministre de la Justice: Stefaan De Clerck. C'est une manière très originale d'engager la campagne électorale pour les prochaines élections !


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Brisé par la justice européenne


coeur_005Bruxelles, 5 mars 2009

Marcel Vervloesem: opération réussie ! - Quatre blessures près de la aorte ont été cautérisées avec succès

Marcel Vervloesem restera encore deux jours dans un coma pharmacologique, pour assurer à son coeur de continuer à battre indépendamment des machines et ce: en l'attente que la Cour Européenne des Droits de l'Homme, se décide à le libérer d'une condamnation, pour des crimes que l'état de son coeur ne lui permettait pas de commettre. Il recevra les visites de sa famille et de ses partenaires durant ce coma, à sa demande, pour pouvoir témoigner d'une éventuel autre fausse complication. En 2006, une infirmière identifiée lui avait sciemment injecté des overdoses d'insuline, sans avoir à répondre de son geste.

L'ONG Werkgroep Morkhoven et de la Fondation Princesses de Croÿ et Massimo Lancellotti, se joignent à sa famille pour féliciter l'hôpital St Jean de Bruges et le remercier de l'avoir maintenu en vie, alors que la Justice belge couvre ceux qui tentent de l'assassiner.

Marcel Vervloesem a démontré que la criminalité organisée était tenue par certains magistrats, qui libèrent quasi systématiquement les mis en cause en le domaine, en accusant victimes et témoins de crimes pour lesquels ils demandaient justice.

Il avait fait une grève de la faim et de la soif pour demander le respect des droits constitutionnels des 100.000 victimes et témoins du réseau pédocriminel Zandvoort.

Les autorités belges lui ont refusé le protocole de réhydratation avant qu'il tombe dans le coma. Il a été maintenu les reins bloqués, jusqu'à ce que les rétentions d'eau lui atteignent le coeur. Il a été incarcéré blessé et diabétique, dans une cellule avec un homme qui protestait en étalant ses excréments partout, jusqu'à ce qu'il contracte la gangrène.

Son coeur saignait, brisé par la justice européenne, au bout de vingt et un ans de lutte infernale, pour lui ouvrir les yeux sur un système judiciaire qui favorise la criminalité organisée. Les médecins de l’hôpital St Jean ont alors mis tout en œuvre pour lui sauver la vie.


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Pedocriminal networks: the infernal fight of Marcel Vervloesem


coeur_005Brussels, March 5th, 2009

Marcel Vervloesem: successful surgery!

Four wounds close to the aorta where sucessfully cauterized.

He will still remain two days in a pharmacological coma, to ensure his heart to continue to beat independently of the machines, the time necessary to the European Court of Human Rights to release him from an imprisonment for crimes that the state of his heart did not make it possible for him to execute. He will get the visits of his family and partners during this coma, at his request, to be able to testify of another eventual false complication accident. In 2006, an identified nurse had knowingly injected him overdoses insulin, without having to answer for her act.

The NGO Werkgroep Morkhoven and the Foundation Princesses of Croÿ and Massimo Lancellotti, joins to his family to congratulate St John's hospital of Bruges and to thank it for having maintained him alive, though the Belgian justice covers those who are trying to murder him.

Marcel Vervloesem showed that organized criminality was held by certain magistrates, who release quasi systematically those who are blamed in the field, by accusing victims and witnesses of the crimes for which they requested justice.

He had made a hunger and thirst strike to request the respect of the constitutional laws for 100.000 victims and witnesses of the paedocriminal network Zandvoort.

The Belgian authorities refused him the protocol of hydration before he fell into coma. He was maintained the kidneys blocked, until the water retention reached his heart. He was imprisoned wounded and diabetic, in a cell with a man who protested by spreading out his excrements everywhere, until he contracted gangrene.

His heart was bleeding, broken by European justice, after twenty one years of infernal fight, to open its eyes on a legal system which supports organized criminality. The doctors of the hospital St John then did all they could to save his life.


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15-03-09

France: 115 détenus se sont suicidés en 2008


soins_intensifs_002Un jeune détenu se suicide à Moulins

Mineur, il avait déjà été incarcéré plusieurs fois. Cent quinze détenus se sont suicidés en 2008, un chiffre en augmentation par rapport à 2007 et 2006.

Un détenu récidiviste de 17 ans s'est suicidé à la maison d'arrêt de Moulins (Allier), vraisemblablement par pendaison. Son corps a été découvert dans la nuit de vendredi à samedi dans sa cellule individuelle.

Le jeune détenu était incarcéré dans le quartier des mineurs depuis quelques jours seulement, en raison d'une révocation de sa peine avec sursis. «Il a déjà connu l'incarcération plusieurs fois», a précisé une source judiciaire, sans préciser l'affaire au terme de laquelle le mineur avait été condamné.

La direction régionale des services pénitentiaires Rhône-Alpes-Auvergne, jointe par l'AFP, a répondu ne «pas communiquer» au sujet des suicides. En raison du nombre de suicides commis depuis le début de l'année, l'administration pénitentiaire ne donne plus de détails sur ces cas.

Au cours des quinze premiers jours de l'année 11 détenus ont mis fin à leurs jours selon l'administration pénitentiaire, contre six en janvier 2008. Un chiffre contesté par l'Observatoire international des prisons (OIP) qui dit avoir répertorié 13 suicides en quinze jours et s'est alarmé d'un taux de suicide en détention «le plus élevé» d'Europe.

L'administration pénitentiaire avait reconnu le 15 janvier que la progression du nombre de suicides en prison constituait une «situation préoccupante», dans un contexte de surpopulation carcérale record dénoncée depuis des mois par syndicats et associations.

Cent quinze détenus se sont suicidés en 2008, un chiffre en augmentation par rapport à 2007 et 2006, selon le bilan de l'administration pénitentiaire, qui ne précise pas la part des mineurs parmi ces suicidés.

Certains cas avaient fait cependant grand bruit en 2008, comme celui d'un mineur suicidé dans l'établissement pénitentiaire pour mineurs (EPM) de Meyzieu (Rhône) en février ou celui d'un adolescent de 16 ans en octobre à Metz.

Le Sénat a adopté la semaine dernière la réforme pénitentiaire, qui vise à mettre les prisons françaises en conformité vec les normes européennes.

Société 14/03/2009
http://www.liberation.fr/societe/0101555419-un-jeune-detenu-se-suicide-a-moulins
(Source AFP)


Photo: 'Marcel Vervloesem est si faible qu’il ne parvient pas à soulever un verre d'eau; si faible qu’il ne s’était pas aperçu avoir un pied encerclé d'une fine menotte, attachée à une lourde chaîne. Il sort d'une opération à coeur ouvert pour cautériser quatre blessures à ses valves cardiaques. Il est sous oxygène, trempé de fièvre. Des spasmes le défigurent et des toussotements le font suffoquer de temps à autre.' (Source: http://www.droitfondamental.eu/)

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http://www.levif.be/actualite/belgique/72-56-30517/pedophilie--la-tentation-des-listes.html#
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'dans un Etat démocratique, poursuivre les pédophiles est la tâche de la police et de la justice' (Child Focus)

11-03-09

Pédophilie: la tentation des listes


nottochildprono.28-child-UnSiteInternet localisant les pédophiles suscite la controverse en Belgique.

Un site Internet localisant les pédophiles suscite la controverse en Belgique. Ce n'est pas la première tentative du genre. Que font les autorités de leur côté ?

L'hydre justicière refait surface. Le 3 mars, le site néerlandais stop kinderporno (stop à la pédopornographie) a officiellement lancé une version belge de son contenu. Les internautes peuvent y vérifier, par province, la présence éventuelle dans leur voisinage de personnes condamnées pour des faits de pédophilie. Le concepteur de ce site, le Néerlandais Chris Hölsken, assure rester dans les limites de la légalité en ne citant aucun nom ni aucune adresse précise, mais uniquement le quartier où habite un délinquant sexuel. Un numéro de téléphone permet néanmoins d'obtenir des informations supplémentaires.

Faux départ ? Le 3 mars, les pages néerlandaises mentionnaient 24 individus pour l'ensemble des Pays-Bas, tandis que les pages belges n'en épinglaient aucun, ni en Flandre ni en Wallonie. Quant à la ligne d'appel pour la Belgique, la seule réponse obtenue était la voix enregistrée de Chris Hölsken demandant de ne pas laisser de message... Quoi qu'il en soit, l'initiative de notre voisin du nord suscite la polémique. Hölsken se targue de 120 000 visites d'internautes belges, rien que pour la journée du 2 mars. De son côté, la Commission de protection de la vie privée, qui a ouvert une enquête, pourrait porter plainte auprès du parquet fédéral.

Ce n'est pas la première fois qu'émerge un projet privé de lister des pédophiles, en Belgique. En août 2000, le sulfureux Jean Nicolas avait publié une liste de présumés délinquants sexuels dans la revue luxembourgeoise L'Investigateur . Sa diffusion avait été interdite sur le territoire belge.

Deux ans plus tôt, le groupe belge Morkhoven avait lancé la rumeur d'un réseau international de pédophiles, en prétendant détenir une liste de noms trouvée au domicile d'un pédophile néerlandais assassiné. En réalité, ces noms sortaient de l'agenda de l'amant du pédophile tué. Celui-ci, atteint d'une maladie incurable, avait rassemblé les coordonnées de ses proches pour les prévenir lors de son décès.

A côté de ces tentatives privées, les fichiers officiels de délinquants sexuels font également florès, dans les pays occidentaux. En Grande-Bretagne, où resurgit régulièrement le débat sur la possibilité d'indiquer publiquement l'adresse des pédophiles libérés, les parents de quatre régions du pays peuvent désormais vérifier auprès de la police si les personnes qui s'occupent de leur enfant ont un passé de criminel sexuel. En France, où la police dispose depuis 2005 d'un fichier national des délinquants sexuels, l'Association des maires a récemment demandé que les élus soient alertés de la présence dans leur commune d'individus condamnés pour des faits de pédophilie.

Au Canada, depuis quatre ans, le registre national des délinquants sexuels (RNDS) suit les condamnés à la trace. Ceux-ci doivent s'inscrire auprès du bureau d'enregistrement du secteur où ils habitent. La Belgique, elle, ne dispose pas d'un tel registre. Une proposition de loi MR de 2004 allant en ce sens n'a jamais abouti.

Depuis 2006, les magistrats belges peuvent lancer des recherches dynamiques dans le casier judiciaire et obtenir la liste des condamnés pour agressions sexuelles. Les magistrats spécialisés que nous avons interrogés ne font cependant pas usage de cet outil.

Pour leurs enquêtes, ils préfèrent interroger la banque de données ADN de l'Institut de criminalistique (INCC) et le système Viclas, un fichier de données croisées (modus operandi, particularités physiques, circonstances du crime...). La police locale est également censée répertorier les condamnés pour crime sexuel qui résident sur son territoire.

Par Thierry Denoël - 10/03/2009


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'dans un Etat démocratique, poursuivre les pédophiles est la tâche de la police et de la justice' (Child Focus)

05-03-09

Marcel Vervloesem: operazione riuscita!


mailQuattro deformazioni presso l'aorta sono state ripristinate con successo.
Marcel Vervloesem resterà ancora due giorni in un coma farmacologico, per assicurare al suo cuore di continuare a battere indipendentemente della strumentazione e tutto ciò nella stomachevole attesa che la Corte Europea dei Diritti del l'Uomo, si decida a innocentizzarlo da una condanna, per dei crimini che lo stato del suo cuore non gli avrebbe permesso di commettere. Lui riceverà le visite della sua famiglia e dei suoi collaboratori durante questo coma, su sua domanda, per poter testimoniare di una eventuale altra falsa complicanza. Nel 2006, una infermiera identificata gli aveva ,in tutta coscienza,iniettato delle overdosi di insulina, senza doversi giustificare presso le autorità del suo gesto.

L'ONG Werkgroep Morkhoven e della Fondation Princesses di Croÿ e Massimo Lancellotti, si uniscono alla sua famiglia per felicitarsi con l' ospedale St Jean de Bruges e ringraziarlo di averlo mantenuto in vita, mentre la Giustizia belga copre premurosamente coloro che vogliono farlo fuori.

Marcel Vervloesem ha dimostrato che la criminalità organizzata è fatta da alcuni magistrati, che liberano quasi sistematicamente quelli indiziati nella loro giurisdizione, accusando le vittime ed i testimoni di crimini per i quali domandano giustizia.

Lui aveva fatto uno sciopero della fame e della sete per chiedere il rispetto dei diritti costituzionali delle 100.000 vittime e testimoni della rete pedocriminale Zandvoort.

Le autorità belghe gli hanno rifiutato il protocollo della reidratazione prima che cadesse in coma. Lui è stato portato avanti coi reni che non funzionavano, fino a che questi hanno messo in difficoltà anche il cuore con ritenzione idrica. Lui è stato incarcerato ferito e diabetico, in una cella con un uomo che protestava spandendo escrementi su tutto il pavimento, fino a che ha contratto anche la cancrena.

Il suo cuore sanguinava, colpito dalla giustizia europea, dopo un ventennio di lotta imfernale, per fargli pure aprire gli occhi su un sistema giudiziario che favorisce la criminalità organizzata. I medici dell' ospedale St Jean hanno allora fatto di tutto per salvargli la vita.

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N'ono esitate ad inviargli una cartolina all'ospedale saint Jean de Bruges, perchè questo lo farà contento di sapere che la sua vita non gli è stata accorciata invano:

AZ Sint-Jan
t.a.v. Marcel Vervloesem
Ruddershove 10
8000 Brugge (Belgio)

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03-03-09

Marcel Vervloesem: opération à coeur ouvert N°4


mailMarcel Vervloesem est hospitalisé ce 3 mars 2009, pour subir sa quatrième opération à cœur ouvert, la première de deux, qui lui ont été préconisée en octobre 2008. Elle avait été retardée par une gangrène, contractée en prison faute de soin utile, en l’attente que la Cour Européenne des Droit de l’Homme ne le libère de crimes qu’il était physiquement incapable d’exécuter, notamment en raison de l’état de son cœur.

Ses recherches sur la criminalité organisée menaient constamment à des éléments nouveaux sur les bas-fonds de la prostitution où se rejoignent la pédopornographie, trafic d’armes, de drogue et d’êtres humains, sectes et escroqueries massives, à travers des galeries d’arts, des institutions pour enfants des bonnes œuvres et services sociaux, qui tourbillonnent vers les hautes sphères, via les couloirs des palais de Justice.

Les romans qui décrivent des maffieux sympathiques à la gâchette trop facile, le pacte du sang et la loi du silence qui se paye par la mort de celui qui la brise, ont pris une toute autre apparence. Les rafales de mitraillettes ont été remplacées par les fausses erreurs judiciaires. Les "repentis" sont des victimes ou témoins, qu'un juge envoie en prison, pour un diamant, un tableau de valeur, ou une faveur à un ministre.

Le schéma judiciaire identique permet de prévoir la prochaine étape du sort réservé à Marcel : la vente publique de tous les biens qu’il acquis avec son épouse défunte pour leur fille pour "dédommager" les fausses victimes. Ils sont quatre jeunes, actuellement tous majeurs. L'un a assuré avoir porté une fausse plainte sous la menace ; un autre lui a demandé pardon pour en avoir fait de même ; un troisième, suite à cette affaire, est tombé dans la drogue dure et un quatrième dont le tribunal a reconnu que ses parents avaient été payés pour porter une fausse plainte.
Les juges décideront le lendemain de l'opération, l’échéance à laquelle ils déshériteront Wendy Vervloesem, avant que l’Europe ne puisse innocenter son père. Il sera alors trop tard pour qu'elle puisse retrouver un souvenir de ses parents.

La menace vient des autorités, et non des maffias. Tous ont appris que soutenir Marcel amenait à de sérieux problèmes. Le jeune qui a rétracté ses accusations a été condamné à la maison de redressement jusqu’à sa majorité, tandis que celui qui n’a rien osé dire, est laissé libre de faire ses trafics, pour se payer ses doses de cocaïne. Celui qui a admis que neuf plaignants et lui-même avaient été payés, a été menacé de voir ses enfants enfermés en institution. D’autres sont menacés de perdre leurs logements sociaux.

Marcel est d’avantage un héro à la prison de Bruges, où les hommes sont durs et ne craignent pas les autorités. Ils sont marqués par des conditions de détentions les plus lourdes de Belgique. Certains ont été bernés par la presse à pédos, d’autres pas.

- Ah, Vervloesem, le pédophile, dit un prisonnier.
- Tu répètes ça et je te casse la gueule, explose un autre.
- Allez, Laurent, dit le premier interloqué.
- Ce n’est pas un pédophile, c’est un activiste, et il est ici pour avoir dénoncé un magistrat déculotté, identifié sur une photo avec un garçon de onze ans, lui a-t-il répondu furieux.

Le premier est parti confus. Il est revenu à Marcel. Il lui a demandé pardon et donné un bloc de papier, pour qu’il puisse continuer à écrire ses mémoires.

Petit à petit, tous les criminels les plus craints de Belgique découvrent le magistrat déculotté… "zonder onderbroek", disent-ils en Flamand. Ils saluent le courage de Marcel dans son combat pour la protection de l’enfance, en lui offrant une orange, un kiwi ou un yogourt tous les jours. Les gardes ne sont pas plus dupes.
Un homme dans un tel état de santé n’est maintenu en prison que pour raison politique. Ils lui donnent les portions des prisonniers envoyés au cachot: double dose de soupe et de croquettes.

Le Dr Van Mol, médecin chef de toutes les prisons belges, a estimé qu’il pouvait très bien être soigné en prison. Certains pensent qu’il n’osera plus mettre sa vie en danger. Il n'a pourtant pas jugé utile de le faire soigner à l'hôpital, d’une blessure qui saigne continuellement depuis trois mois, sachant qu'il doit subir une opération particulièrement délicate, près de la aorte. Il a décidé de sa convalescence en prison, en l’attente de la deuxième opération… pour régler la surpopulation carcérale et le défaut de moyen pour les soins de santé aux prisonniers !

"Là-bas, ce ne sont pas des psychologues qu'il faut envoyer, mais des sociologues ou des ethnologues...", comme dirait Didier Beauvais, ancien président de la chambre de l’instruction de la Cour d’Appel de Douai concernant la pédophile dans le Nord de la France.

Marcel s'en va, préparé à la mort et terriblement triste d'être si loin de ceux qu'il aime. L'opération de ses métastases en 2006, avait déjà été l'occasion d'une tentative de meurtre, par une infirmière qui lui avait sciemment injecté des overdoses d'insuline durant trois jours. L’hôpital, la justice et la presse avaient réagi en fermant les yeux sur un crime. Il sera opéré dans un autre hôpital, par d’autres médecins qui semblent très attentifs, mais ne peuvent pas garantir sa sécurité, parce que ce sont les autorités belges qui veulent sa mort.

Vous pouvez lui envoyer une carte postale à l’hôpital St Jean de Bruges:

AZ Sint-Jan
t.a.v. Marcel Vervloesem
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Marcel Vervloesem: open-heart operations N°4


mailMarcel Vervloesem is hospitalized this March 3, 2009, to undergo his fourth open-heart operations, the first of two that were recommended in October 2008. It had been delayed by gangrene, contracted in prison by lack of useful medical treatment, in waiting that the European Court of the Human Right releases him, of crimes which he was physically unable to carry out, among which, due to the state of his heart.

His research on organized criminality has constantly been leading to new elements on the hollows of prostitution, where joins paedopornography, trafficking of weapons, of drugs and of human beings, sects and massive swindles, throughout art galleries, institutions for children, private charities and social services, which are whirling towards the higher realms, via the corridors of law courts.

The novels which describe sympathetic gangsters too quick at the trigger, the pact of blood and the law of silence whose breach is paid by death, have taken a very different appearance. The gusts of machine-guns where replaced by false miscarriages of justice. The "repented criminals" are victims or witnesses that judges send in prison, for a diamond, a valuable painting, or a favour to a minister.

The identical legal diagram makes it possible to predict the next stage of the fate reserved to Marcel: the public sale of all the belongings that he has acquired with his late wife for their daughter to "compensate" false victims.
They are four young men, now all major of age. One ensured to have carried a false complaint under threat; another asked him forgiveness for having done the same; a third one, following the case, fell into hard drugs; and a fourth one of whom the court has recognized that his parents had been paid to carry a false complaint. The judges will decide the day following the surgery, about the expiry to which they will disinherit Wendy Vervloesem, before Europe Court may clear her father. It will then be too late for her to be able to get a souvenir of her parents.

The threat comes from the authorities, and not from the Mafias. All learned that to support Marcel brings to serious problems. The young man who had retracted his charges was condemned to the reformatory until he was major of age, while that who did not dare to say anything is left free make his traffics, to treat to his cocaine doses. The one who admitted that nine plaintiffs and him had been paid to file false complaints, was threatened to see his children locked up in an institution. Others are threatened to lose their social housing.

Marcel is more of a hero in the prison of Bruges, where men are tuff and do not fear the authorities. They are marked by the most heavy detention conditions of Belgium. Some were fooled by the paedo press, others not.

- Ah, Vervloesem, the paedophile, said a prisoner.
- You repeat that and I knock you out, exploded another.
- Well, Laurent? said the first one disconcerted.
- He is not a paedophile, he is an activist, and he is here for having denounced an underpants-less magistrate, identified on a photograph with an eleven year old boy, he answered furious.

The first one left confused. He came back to Marcel, said sorry and gave him a block of paper, so that he can continue to write his memoirs.

Gradually, all the most feared criminals of Belgium discover the underpants-less magistrate… "zonder onderbroek", they call him in Flemish. They salute the courage of Marcel in his fight for the child welfare, by offering him an orange, a kiwi or a yoghourt every day. The wardens have not either been fooled. A man in such health condition is only maintained in prison for political reason. They give him the portions of the prisoners sent to the dungeon: double dose of soup and croquettes.

Dr. Van Mol, chief consultant of all the Belgian prisons, estimated that he could very well be treated in prison. Some think that he will no more dare to put his life in danger. He however did not find important to have him healed in a hospital of a wound which has been continuously bleeding for three months, knowing of tomorrow’s particularly delicate surgery, close to the aorta. He decided of his convalescence in prison, pending the second operation… to regulate the prison overpopulation and the defect of means for the health care to the prisoners!

"Over there, it is not psychologists that are necessary to be sent, but sociologists or ethnologists… ", as would say Didier Beauvais, former president of the Chamber of the instruction of the Court of Appeal of Douai concerning paedophilia in the North of France.

Marcel goes, prepared with dead and terribly sad to be so far from those he loves. The surgery of his metastases in 2006, had already been the opportunity of an attempted at murder, by a nurse who had knowingly injected him overdoses of insulin during three days. The hospital, Justice and the press had reacted by closing the eyes. He will be operated in another hospital, by other doctors who seem very attentive, but cannot guarantee his security, because in fact, the Belgian authorities encourage his murder.

You can send him a postcard at Hospital St John of Bruges:

AZ Sint-Jan
t.a.v. Marcel Vervloesem
Ruddershove 10
8000 Brugge (Belgium)

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Marcel Vervloesem: operazione a cuore aperto n.4


mailMarcel Vervloesem è stato ricoverato in ospedale questo 3 marzo 2009, per subire la sua quarta operazione a cuore aperto, la prima di due, di cui l'altra prevista nell' ottobre 2008. Questa era stata posticipata per una cancrena, conseguente in prigione e non prevista dopo la coronarografia, nell'aspettativa che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non lo liberasse dai crimini di cui era fisicamente incapace di compiere, soprattutto, tra l'altro, per lo stato del suo cuore.

Le sue ricerche sulla criminalità organizzata conducevano inevitabilmente ad elementi nuovi dei bassi fondi della prostituzione dove confluiscono la pedopornografia, il traffico di armi, di droga e di esseri umani, sette e imbrogli alla grande, per mezzo di gallerie d'arte, istituzioni per bambini di "opere pie" e servizi sociali, che volteggiano verso le alte sfere, attraverso i corridoi dei palazzi di giustizia.

I romanzi che descrivono i mafiosi simpatici dal grilletto troppo facile, il patto di sangue e la legge del silenzio che si paga con la morte di colui che l'infrange, hanno preso tutt'altra apparenza. Le raffiche delle mitragliette sono state rimpiazzate dai falsi errori giudiziari. I "pentiti" sono delle vittime o testimoni, che un giudice mette in prigione, per un diamente, un quadro di valore, o per un favore ad un ministro.

Lo schema giudiziario identico permette di prevedere la prossima tappa della sorte riservata a Marcel : la vendita pubblica di tutti i suoi beni che lui ha acquisito con la sua sposa ora morta per la loro figlia, per "risarcire" le false vittime. Queste sono quattro,attualmente tutte maggiorenni. Uno ha assicurato di aver sporto denuncia sotto minaccia ; un altro gli ha chiesto perdono per aver fatto lo stesso ; un terzo, a seguito di queste angherie, è caduto nella dipendenza dalla droga pesante ed un quarto di cui il tribunale ha riconosciuto che i genitori erano stati pagati per sporgere una falsa denuncia. I giudici decideranno dopodomani dall'operazione, la scadenza nella quale toglieranno l'eredità a Wendy Vervloesem, prima che l'Europa possa dichiarare suo padre innocente.
Sarà allora troppo tardi perchè lei possa riavere un ricordo dei suoi genitori.

La minaccia arriva dalle autorità e non dai mafiosi. Tutti ormai hanno imparato che sostenere Marcel conduce a seri problemi. Il giovane che ha ritrattato le sue accuse è stato condannato ad entrare in un riformatorio fino alla maggior età, tanto che quello che non ha osato dire nulla è lasciato libero di fare i suoi traffici, per pagarsi le sue dosi di cocaina.
Quello che ha ammesso che lui ed altri nove giovani erano stati pagati, è stato minacciato di rinchiudere i suoi figli in una istituzione.Altri sono stati minacciati di perdere i loro appartamenti sociali.

Marcel è allora un eroe nella prigione di Bruges, dove gli uomini sono duri e non temono le autorità. Loro subiscono delle condizioni di vita che sono le più pesanti del Belgio. Alcuni sono stati presi in giro come pedofili, altri no.

- Ah, Vervloesem, il pedofilo, dice un prigioniero.
- Tu ripeti questo ed io ti spacco la gola, esplose un altro.
- Stai attento, Laurent? dice il primo che parla.
- Questo non è un pedofilo,ma un attivista, ed è qua per aver denunciato un magistrato senza mutande, identificato su una foto con un ragazzo di undici anni, gli ha risposto furioso.

Il primo se ne è andato tutto confuso. Poi è ritornato da Marcel. Gli ha chiesto perdono e gli ha regalato un blocco di fogli, perchè lui possa continuare a scrivere le sue memorie.

Poco a poco, tutti i criminali i più temuti del Belgio scoprono l'esistenza del magistrato senza mutande… "zonder onderbroek", dicono loro in fiammingo. Loro sono contenti del coraggio di Marcel nel suo combattimento per la protezione dell'infanzia, offrendogli un arancio, un kiwi o uno yogurt tutti i giorni. I secondini non sono più vittime di inganno. Un uomo in quello stato di salute non può essere messo in prigione se non per ragioni politiche. Loro gli regalano le porzioni dei prigionieri messi in segregazione: doppia dose di zuppa e di polpette.

Il Dr Van Mol, medico capo di tutte le prigioni belghe, ha valutato che lui poteva ben essere curato in prigione. Certuni pensano che lui non oserà più mettere la sua di vita in pericolo. Lui non ha ritenuto opportuno farlo curare in ospedale, di una ferita che sanguina in continuazione dopo tre mesi dall'intervento, sapendo che lui deve subire ancora un intervento delicato, vicino all'aorta. Lui ha deciso per la sua convalescenza in prigione, nell'attesa del secondo intervento… il tutto per regolamentare la sovrapopolazione carceraria ed la mancanza di mezzi per le cure della salute ai prigionieri !

"Là-in carcere, non ci sono psicologi da inviare per supporto, ma solo sociologi o etnologi ...", come dirà Didier Beauvais, anziano presidente della camera dell’istruttoria della Corte d'appello di Douai concernente la pedocriminalità nel Nord della Francia.

Marcel se ne va, pronto a morire e terribilmente triste di essere lontano da coloro cui vuole bene. L'operazione sulle sue metastasi nel 2006, era già stato un tentativo di farlo fuori, da una infermiera che gli aveva coscientemente iniettato una overdose di insulina per tre giorni consecutivi. L’ospedale,la giustizia e la stampa avevano reagito a ciò chiudendo gli occhi e le orecchie. Lui sarà operato in un altro ospedale, da altri medici che sembrano molto più attenti, ma non possono garantirne la sua sicurezza, perchè le autorità belghe incoraggiano il suo assassinio.

Voi potete inviare una cartolina all'ospedale St Jean de Bruges:

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02-03-09

"STOP KINDERPORNO" PSYCHOSIS IN BELGIUM


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Belgian Justice and Child Focus are highly worried about the Dutch organization STOP KINDERPORNO, which plans to put on line an Internet site to enable Belgians to locate the districts where paedophiles are living.

'This risks generating an unjustified psychosis in the population', according to Child Focus, who fears that paedophiles hide and refuse the treatments to "reinstate" themselves in society.

'It is of justice to deal with people who were condemned and to take care of victims', according to Stefaan De Clerck, Minister for Belgian justice, who says that 'private initiatives and Internet sites will not bring a solution'.

'A Website referring to paedophiles and identifying them is illegal, quasi criminal', according to the Commission of Protection of the Private life, which mentions a "lynching culture".

Production of images of child pornography and torture is primarily motivated by easy profit, which may not be cured. This is not a disease, nor an sexual orientation, but a crime that does not concern the private lives of the authors.

Stefaan De Clerck is quite conscious of the problem, since 1998. The researches of Marcel Vervloesem, from the NGO Werkgroep Morkhoven, had allowed tracing a boy kidnapped from Berlin, in a Belgian, Dutch and Portuguese prostitution network. He had then said to the newspaper 'Algemeen Dagblad':
'Everyone knew that such things happened for a long time. (…) Since the government has closed its eyes on the pornography implying children, the citizen are more and more going to take the role of the police force and of the justice department, like the Non-profit organisation Morkhoven. They are pirates, in a certain way. I have, as a minister, spoken with these people, but I remain very careful. They themselves are discussed, but one cannot ignore them. They lay out important information. As long as they give this information to the government, it is necessary to give them credit.'

Our organisations would be useless, if the justice and the press did their work. The lynching culture is reserved to those who denounce the networks. Justice systematically treats these cases in the same way:

The victims are locked up in institution or entrusted to those which they exposed;
The paedocriminals are released by voluntary procedural irregularities;
The witnesses are imprisoned and/or ruined by false miscarriage of justices.

The cases are repeated since 1982, at the least:

- Jean-Claude Krief, who had exposed the network CORAL and the photograph of an underpants-less magistrate, was imprisoned for blackmail.

- A Yoruba King was imprisoned two months, accused of the traffics of which he had claimed charges in justice, against the one wo had taken along his children in a brothel of Brussels. The little princes where locked in an orphanage during six years.

- Marcel Vervloesem, after having spoken to Minister De Clerck, discovered more than 100.000 photographs of child pornography and torture: the ZANDVOORT file. He found it included the underpants-less magistrate identified by Jean-Claude Krief, and whose identity will be confirmed by biometrical analysis. He gave this file to justice. He is now as a reward, imprisoned, in waiting that the European Court of Human Rights releases him of crimes which he is recognized physically unable to carry out.

- The justice of Bordeaux will judge this Monday, the complaint in extreme urgency of a man whom Prosecutor BERTOSSA (Switzerland) and Judge RINGOT (France) suspected the son of appearing in file ZANDVOORT. The father obtained the exclusive custody of the child and the imprisonment of the mother. He accuses her now "of intruding in the intimacy of his private life". He asks for the eradication of her Internet blog, which reports a laboratory analysis proving that this child had a venereal disease at the age of 7.
This blog has allowed the mother to get help. She thus could discover that the father had hidden from her to have been procurer and that he had been cleared, in absence of 88.798 parts of the file. She could learn that she had called the underpants-less magistrate for help, and that she had been driven in a trap by his entourage. That she had been illegally detained during seven months, to destroy her recourse. That she had been maintained in isolation, probably to prevent that she meet in prison, other victims of her ex-husband.
She has, by the intermediary of this blog, found the information which gives her a hope of justice.

The underpants-less magistrate has launched on Internet, a photograph of one of his doubles. The current biometrics is calculated mathematically by the evolution of the volumes, which prevents false identifications, even between identical twins. French Justice is invited to make the biometrical comparison the photograph of the double, with a recent photograph of this magistrate. The question arises on researches carried out to find this double, which underpants-less magistrate obviously could not do alone, from his court.

One understands the concern of Belgian justice vis-à-vis STOP KINDERPORNO, as the sole Dutroux file covers the map of the most dangerous paedocriminals. The Minister will find a solution by listening to the victims and the witnesses, not by terrorizing them, by imprisoning them or by denying their existence.

Jacqueline de Croÿ - Mars, 2th 2009

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